Il "PROGETTO AMOR(T)E"
nasce per promuovere l'omonimo
libro ("Amor(t)e, appunto) pubblicato lo scorso inverno, scritto da Nana
O. Momsen ed edito "Edizione creativa".
Tutto è nato dall'idea di
promuovere questa raccolta di racconti attraverso il lavoro di artisti
che operano in vari campi e per pubblicizzare gli artisti stessi,
insomma una pubblicità all'insegna del "do ut des"...
Di cosa parla "Amor(t)E...
si
tratta di una raccolta di 3 racconti differenti tra loro per trama, ma
uniti dal tema centrale dell'inscindibile rapporto tra Amore e Morte (da
qui il gioco di parole del titolo); i personaggi che agiscono in queste
storie sono esseri dall'animo affranto, persone fragili che trovano
nell'amore una consolazione, nel rapporto con un'altro una svolta nella
propria via più o meno tragica.
Da qui si creano rapporti morbosi, dove
spesso a soccombere è il più forte della coppia, dove l'amore diventa
ossessione e malattia e la morte o la follia, spesso l'unica via
d'uscita.
Nana O. Momsen
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
Shooting “Amor(t)e….
Questo
servizio fotografico, coordinato da Alessandro Grimoldieu e Nana Osaki
Momsen, fa parte del “progetto Amor(t)e” ed è volto a descrivere
attraverso le immagini il rapporto tra Amore e Morte, utilizzando miti e
leggende di vari epoche e paesi, riportati in situazioni dei giorni
nostri.
Per l'occasione sono state create due divinità “Amore" e"Morte “(riprendendo l’antico mito greco di Eros e Thanatos);
in
questi ritratti vengono ironicamente descritti come Dei irriverenti che
si dilettano giocando con le vite degli esseri umani, facendoli
innamorare, unirsi, dividersi, soffrire e morire.
Queste divinità
portano con sè un calice a testa, dai quali fanno bere i personaggi
ritratti, sconvolgendone i sensi (calice rosa) o portandoli alla
morte(calice nero);
sono dotate inoltre di un filo rosso (Amore) ed un
paio di forbici (Morte)
pronte a tagliare il crino d'oro.
Cosa sono
questi oggetti?
Secondo i giapponesi esiste il “filo rosso del
destino”che unisce alcune persone sin dalla nascita, ed è inscindibile,
nessun evento potrà mai dividere due persone legate per il mignolo dai
due capi di esso; in questi scatti , la dispettosa divinità "Amore" si
diverte a giocare con le vite degli esseri umani, legandoli con questo
filo.
Le forbici con cui "Morte" recide sia il filo rosso, che il
crino d'oro legato ai capelli dei personaggi (che ne determina la morte)
sono riprese dal mito delle parche che tessevano su un arcolaio le
sorti degli umani, per poi reciderne il filo una volta giunto il momento
della dipartita.
Gli stessi calici con cui le due divinità
determinano le altrui sorti, vengono da loro utilizzati per farsi dei
dispetti, per ubriacare l'altro ed avere la meglio su esso
ed, infine,
per brindare al loro inscindibile seppur conflittuale rapporto.
I
rapporti descritti nello svolgersi della narrazione sono, invece,
tutt'altro che aulici...si tratta di relazioni tra elementi disturbati e
stereotipi dell'odierna società.
Abbiamo un prete che frequenta
prostitute e utilizza droghe, ma che, infine, si trova legato
amorosamente ad un uomo d'affari.
Quest'ultimo, con la sua bellissima
fidanzata, che finisce per abbandonarlo ed innamorarsi del suo collega e
socio che è, in realtà, una donna dall'aspetto androgino.
Troviamo la
ragazza che, travolta dalle frequentazioni sbagliate, entra nel tunnel
della droga per poi essere presa dalla morte.
Ed anche la fanciulla che
vende il proprio corpo al prete ed all'uomo d'affari e che a sua volta
perde la vita.
Perciò si tratta di un racconto molto concettuale,
narrato attraverso miti e leggende, ma anche molto ironico e
dissacrante.
Nana O. Momsen e Lord Grimoldieu
Hanno partecipato a questo progetto:
Alessandro Grimoldieu: coordinatore, organizzatore, esteta e modello
Manuela Della Monica: fotografa
Nana Osaki momsen: scrittrice dello storyboard, delle didascalie e modella
Federica Bauer
Alice Ferraris
Ozon Bambinitattoo
Sullivan Maylor-fay LaCouronne
Isabella Castelli
Giada Cozzi Artichoke
Masha Nikolaevna Achilli