Il 3 è la Trinità e, secondo la tradizione cabalistica, ripetere un numero per tre volte significa fortificare al massimo il suo significato. Se quindi il 3 cristiano corrisponde al Padre, Figlio e Spirito Santo, il suo opposto imperfetto corrisponderebbe al dualismo umano (3 per 2) ossia: Bestia,AntiCristo e Falso Profeta.
Il potere del 666 assume maggiore rilevanza se ci rifacciamo alla Genesi, dove Dio genera l'uomo il sesto giorno e dedica a se stesso il settimo (Domenica, dal latino "domus": "casa"). Il 7 assumerà quindi una valenza sacra e sarà associato al Creatore, mentre il 6 alla Creatura.
In alfabeto ebraico, inoltre, i numeri venivano scritti usando le lettere secondo la cabala. Se quindi si utilizzano le consonanti ebraiche del nome QeSaR NeRON (קסר נרון) si ha:
Q (qof) = 100
S (sameckh) = 60
R (resh) = 200
N (nun) = 50
R (resh) = 200
O (waw) = 6
N (nun) = 50
che sommate danno appunto 666, associando Nerone alla Bestia
Ma l'interpretazione più curiosa è quella di Ellen Gould White. il quale vedeva nel Papa stesso la Bestia, usando i numeri romani nella formula "Vicarius filii Dei" (V + I + C + I + V + I + L + I + I + D + I = 666), dato che nel latino classico non c'era distinzione tra "U" e "V".
Grimoldieu
sabato 30 marzo 2013
venerdì 29 marzo 2013
Figli di Chuck Palahniuk e Lewis Carroll
Quando scopri che ti mancano solo un paio di libri di un autore che hai divorato con gusto, non ti resta che cercare qualcuno di simile, un rimpiazzo. È come quando finisci una ciambella e ne vuoi subito un'altra, ma non puoi averla perché sei un'obeso pentito o perché le ha comprate tutte l'obeso non-pentito davanti a te.
Bhe a me questo è successo con l'autore di "Fight Club"; cosa leggere di simile a Palahniuk?
Dopo infinite ricerche sono venuto a conoscenza di un "sotto-genere" o forse "gruppo di scrittori" o ancora "club di folli" di nome: Bizzarro Fiction.
Il più noto degli scrittori appartenenti a questo gruppo è Carlton Mellick III, autore dei best sellers "Satan Burgher" e "Hunted Vagina". Come potete vedere non è molto difficile tradurre questi titoli e nemmeno i suoi libri, che sono scritti in inglese americano e dei quali non esiste una traduzione in italiano (se non sbaglio si può trovare in tedesco e francese di un paio di romanzi).
Per ora ho letto soltanto due libri di Carlton Mellick III: "Baby Jesus Butt Plug" che è strutturato come una fiaba distopica, molto divertente, ricco di significati profondi e di critiche sociali e sicuramente molto facile da comprendere anche per coloro che non hanno una buona padronanza della lingua inglese. Il secondo romanzo che ho ultimato è: "The Morbidly Obese Ninja", il quale ha una struttura tipica di un anime giapponese con descrizioni dettagliatissime dei combattimenti e una storia drammatica come sfondo. Quest'ultimo è stato uno dei libri più belli che io abbia mai letto, il linguaggio usato è molto solenne e poco grezzo, a differenza degli altri racconti dell'autore, non presenta scene di sesso o di sodomizzazione. Si discosta lievemente dal modello di Chuck Palahniuk principalmente a livello scenografico, poiché ambientato in una sorta di futuro dove tutti cercano di vivere ed assomigliare ai personaggio dei cartoni animati giapponesi.
A breve pubblicherò le recensioni degli altri romanzi entrando nel dettaglio con la critica ed il confronto al Pulp tradizionale.
Stay tuned!
Grimoldieu.
Bhe a me questo è successo con l'autore di "Fight Club"; cosa leggere di simile a Palahniuk?
Dopo infinite ricerche sono venuto a conoscenza di un "sotto-genere" o forse "gruppo di scrittori" o ancora "club di folli" di nome: Bizzarro Fiction.
Il più noto degli scrittori appartenenti a questo gruppo è Carlton Mellick III, autore dei best sellers "Satan Burgher" e "Hunted Vagina". Come potete vedere non è molto difficile tradurre questi titoli e nemmeno i suoi libri, che sono scritti in inglese americano e dei quali non esiste una traduzione in italiano (se non sbaglio si può trovare in tedesco e francese di un paio di romanzi).
Per ora ho letto soltanto due libri di Carlton Mellick III: "Baby Jesus Butt Plug" che è strutturato come una fiaba distopica, molto divertente, ricco di significati profondi e di critiche sociali e sicuramente molto facile da comprendere anche per coloro che non hanno una buona padronanza della lingua inglese. Il secondo romanzo che ho ultimato è: "The Morbidly Obese Ninja", il quale ha una struttura tipica di un anime giapponese con descrizioni dettagliatissime dei combattimenti e una storia drammatica come sfondo. Quest'ultimo è stato uno dei libri più belli che io abbia mai letto, il linguaggio usato è molto solenne e poco grezzo, a differenza degli altri racconti dell'autore, non presenta scene di sesso o di sodomizzazione. Si discosta lievemente dal modello di Chuck Palahniuk principalmente a livello scenografico, poiché ambientato in una sorta di futuro dove tutti cercano di vivere ed assomigliare ai personaggio dei cartoni animati giapponesi.
A breve pubblicherò le recensioni degli altri romanzi entrando nel dettaglio con la critica ed il confronto al Pulp tradizionale.
Stay tuned!
Grimoldieu.
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Alessandro Grimoldieu per Barbara Fattizzo: "Dodici su Dodici" (parte prima)
mercoledì 27 febbraio 2013
backstage Manuela Della Monica FW 2013
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| Grimoldieu: backstage Manuela Della Monica MFW 2013 |
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| Grimoldieu: Backstage Manuela Della Monica MFW 2013 |
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giovedì 14 febbraio 2013
LIMIT di Keiko Suenobu: Un viaggio al limite dei rapporti psicosociali.
"Se si vuole nuotare a lungo e riuscire ad arrivare lontano ci si deve rilassare affidando il proprio corpo alla corrente, senza contrastarla." Cit. Keiko Suenobu.
Tutto incomincia con un viaggio scolastico per poi sfociare in un viaggio interiore: un percorso fatto di emozioni, relazioni interpersonali, scontri col passato e, soprattutto, guerre interiori.
La metafora dei pesci che nuotano nelle correnti, sfidando la natura, apre la strada ad un racconto introspettivo che ci permetterà di immergerci a fondo nella psicologia dei personaggi.
LIMIT è un manga sulla sopravvivenza fisica e mentale. Un esperienza traumatica che permette ad ognuno di sfidare la propria interiorità, superando i veri limiti personali. Abbiamo già avuto modo di conoscere l'abilità di Suenobu di mostrarci i lati più intimi e dolorosi dei fragili personaggi di LIFE, portati all'estremo in questo capolavoro composto spinto all'estremo.
Il vero pericolo non è sopravvivere, ma convivere con gli altri e con se stessi.
LIMIT è un mondo primordiale, dove "qui non siamo più a scuola" come dice Morishige impugnando una piccola falce. Tutto cade a pezzi, tutto si ribalta, si sconvolge la vita dei sopravvissuti in un sistema gerarchico costruito dai rancori e dalla paura.
LIMIT è un fantastico survivor manga dove, a differenza del celebre Battle Royal, non si combatte per sopravvivere agli altri, ma per sfidare se stessi e le parti più oscure e segrete del proprio inconscio. Durante il corso degli eventi, tutto continuerà a mutare come l'acqua di un torrente. Riuscirai a restare a galla?
Grimoldieu
Tutto incomincia con un viaggio scolastico per poi sfociare in un viaggio interiore: un percorso fatto di emozioni, relazioni interpersonali, scontri col passato e, soprattutto, guerre interiori.
La metafora dei pesci che nuotano nelle correnti, sfidando la natura, apre la strada ad un racconto introspettivo che ci permetterà di immergerci a fondo nella psicologia dei personaggi.
LIMIT è un manga sulla sopravvivenza fisica e mentale. Un esperienza traumatica che permette ad ognuno di sfidare la propria interiorità, superando i veri limiti personali. Abbiamo già avuto modo di conoscere l'abilità di Suenobu di mostrarci i lati più intimi e dolorosi dei fragili personaggi di LIFE, portati all'estremo in questo capolavoro composto spinto all'estremo.
Il vero pericolo non è sopravvivere, ma convivere con gli altri e con se stessi.
LIMIT è un mondo primordiale, dove "qui non siamo più a scuola" come dice Morishige impugnando una piccola falce. Tutto cade a pezzi, tutto si ribalta, si sconvolge la vita dei sopravvissuti in un sistema gerarchico costruito dai rancori e dalla paura.
LIMIT è un fantastico survivor manga dove, a differenza del celebre Battle Royal, non si combatte per sopravvivere agli altri, ma per sfidare se stessi e le parti più oscure e segrete del proprio inconscio. Durante il corso degli eventi, tutto continuerà a mutare come l'acqua di un torrente. Riuscirai a restare a galla?
Grimoldieu
sabato 8 dicembre 2012
Collaborazione al video: "Bach invenzioni a due voci n°4" di AlidaAltemburg
Siamo nel 2012, ad aprire il video c'è una ragazza (Alida Altemburg) che ascolta una sinfonia classica di Bach attraverso delle sgargianti cuffie Wesc rosa fluo. Ad un tratto sente diffondersi nell'aria la medesima musica, suonata in live da una nobile damigella barocca. Affacciatasi alla finestra della sala, dalla quale proviene tale melodia, scorge il suo alter ego d'altri tempi suonare un autentico pianoforte G.Heyl Borna-Leipzig. Delle evanescenti scene di semi flashback mostrano i fantasmi barocchi della nobile fanciulla durante le lezioni di piano con il maestro (interpretato da Alessandro Grimoldieu).
Il video si chiude con la fuga della donna barocca, rincorsa dalla sua controparte moderna.
Ottima la regia di Alberto Collini, strutturata su una base di frames in dissoluzione incrociata e con rimandi di dettagli che collegano perfettamente l'incatenamento tra le due epoche.
Da sottolineare il verosimile trucco teatrale/cinematografico di Nana O. Momsen, truccatrice, artista, modella e scrittrice dell'inebriante romanzo "Amor(t)e".
Non ci sono parole per descrivere la bravura di Alida Altemburg nella riproduzione musicale di questo affascinate e difficile pezzo barocco del maestro Bach; grazie alla sua fluidità ed esperienza, Alida, riesce a farci immergere completamente nelle regge settecentesche.
Ed ora gustatevi questo video arte:
http://www.youtube.com/watch?v=6CPAbyZvb7w
Alessandro Grimoldieu
Il video si chiude con la fuga della donna barocca, rincorsa dalla sua controparte moderna.
Ottima la regia di Alberto Collini, strutturata su una base di frames in dissoluzione incrociata e con rimandi di dettagli che collegano perfettamente l'incatenamento tra le due epoche.
Da sottolineare il verosimile trucco teatrale/cinematografico di Nana O. Momsen, truccatrice, artista, modella e scrittrice dell'inebriante romanzo "Amor(t)e".
Non ci sono parole per descrivere la bravura di Alida Altemburg nella riproduzione musicale di questo affascinate e difficile pezzo barocco del maestro Bach; grazie alla sua fluidità ed esperienza, Alida, riesce a farci immergere completamente nelle regge settecentesche.
Ed ora gustatevi questo video arte:
http://www.youtube.com/watch?v=6CPAbyZvb7w
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| Alessandro Grimoldieu per "Bach invenzioni a due voci" di Alida Altemburg |
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| Alessandro Grimoldieu per "Bach invenzioni a due voci" di Alida Altemburg |
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| Alessandro Grimoldieu per "Bach invenzioni a due voci" di Alida Altemburg |
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| Alessandro Grimoldieu per "Bach invenzioni a due voci" di Alida Altemburg |
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| Alessandro Grimoldieu per "Bach invenzioni a due voci" di Alida Altemburg |
"Bach invenzioni a due voci n°46"
di Alida Altemburg
Regia: Alberto Collini
Make-up: Nana Osaki Momsen
Thanks to: Niky Coll and Rinnovata method
Alessandro Grimoldieu
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martedì 4 dicembre 2012
AMOR(T)E di Nana O. Momsen [parte seconda]
Il "PROGETTO AMOR(T)E"
nasce per promuovere l'omonimo libro ("Amor(t)e, appunto) pubblicato lo scorso inverno, scritto da Nana O. Momsen ed edito "Edizione creativa". Tutto è nato dall'idea di promuovere questa raccolta di racconti attraverso il lavoro di artisti che operano in vari campi e per pubblicizzare gli artisti stessi, insomma una pubblicità all'insegna del "do ut des"...
Di cosa parla "Amor(t)E...
si tratta di una raccolta di 3 racconti differenti tra loro per trama, ma uniti dal tema centrale dell'inscindibile rapporto tra Amore e Morte (da qui il gioco di parole del titolo); i personaggi che agiscono in queste storie sono esseri dall'animo affranto, persone fragili che trovano nell'amore una consolazione, nel rapporto con un'altro una svolta nella propria via più o meno tragica. Da qui si creano rapporti morbosi, dove spesso a soccombere è il più forte della coppia, dove l'amore diventa ossessione e malattia e la morte o la follia, spesso l'unica via d'uscita.
nasce per promuovere l'omonimo libro ("Amor(t)e, appunto) pubblicato lo scorso inverno, scritto da Nana O. Momsen ed edito "Edizione creativa". Tutto è nato dall'idea di promuovere questa raccolta di racconti attraverso il lavoro di artisti che operano in vari campi e per pubblicizzare gli artisti stessi, insomma una pubblicità all'insegna del "do ut des"...
Di cosa parla "Amor(t)E...
si tratta di una raccolta di 3 racconti differenti tra loro per trama, ma uniti dal tema centrale dell'inscindibile rapporto tra Amore e Morte (da qui il gioco di parole del titolo); i personaggi che agiscono in queste storie sono esseri dall'animo affranto, persone fragili che trovano nell'amore una consolazione, nel rapporto con un'altro una svolta nella propria via più o meno tragica. Da qui si creano rapporti morbosi, dove spesso a soccombere è il più forte della coppia, dove l'amore diventa ossessione e malattia e la morte o la follia, spesso l'unica via d'uscita.
Nana O. Momsen
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
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| "Amorte" fotografia di Manuela Della Monica. |
Shooting “Amor(t)e….
Questo
servizio fotografico, coordinato da Alessandro Grimoldieu e Nana Osaki
Momsen, fa parte del “progetto Amor(t)e” ed è volto a descrivere
attraverso le immagini il rapporto tra Amore e Morte, utilizzando miti e
leggende di vari epoche e paesi, riportati in situazioni dei giorni
nostri.
Per l'occasione sono state create due divinità “Amore" e"Morte “(riprendendo l’antico mito greco di Eros e Thanatos);
in questi ritratti vengono ironicamente descritti come Dei irriverenti che si dilettano giocando con le vite degli esseri umani, facendoli innamorare, unirsi, dividersi, soffrire e morire. Queste divinità portano con sè un calice a testa, dai quali fanno bere i personaggi ritratti, sconvolgendone i sensi (calice rosa) o portandoli alla morte(calice nero); sono dotate inoltre di un filo rosso (Amore) ed un paio di forbici (Morte) pronte a tagliare il crino d'oro.
Cosa sono questi oggetti? Secondo i giapponesi esiste il “filo rosso del destino”che unisce alcune persone sin dalla nascita, ed è inscindibile, nessun evento potrà mai dividere due persone legate per il mignolo dai due capi di esso; in questi scatti , la dispettosa divinità "Amore" si diverte a giocare con le vite degli esseri umani, legandoli con questo filo. Le forbici con cui "Morte" recide sia il filo rosso, che il crino d'oro legato ai capelli dei personaggi (che ne determina la morte) sono riprese dal mito delle parche che tessevano su un arcolaio le sorti degli umani, per poi reciderne il filo una volta giunto il momento della dipartita. Gli stessi calici con cui le due divinità determinano le altrui sorti, vengono da loro utilizzati per farsi dei dispetti, per ubriacare l'altro ed avere la meglio su esso ed, infine, per brindare al loro inscindibile seppur conflittuale rapporto. I rapporti descritti nello svolgersi della narrazione sono, invece, tutt'altro che aulici...si tratta di relazioni tra elementi disturbati e stereotipi dell'odierna società. Abbiamo un prete che frequenta prostitute e utilizza droghe, ma che, infine, si trova legato amorosamente ad un uomo d'affari. Quest'ultimo, con la sua bellissima fidanzata, che finisce per abbandonarlo ed innamorarsi del suo collega e socio che è, in realtà, una donna dall'aspetto androgino. Troviamo la ragazza che, travolta dalle frequentazioni sbagliate, entra nel tunnel della droga per poi essere presa dalla morte. Ed anche la fanciulla che vende il proprio corpo al prete ed all'uomo d'affari e che a sua volta perde la vita. Perciò si tratta di un racconto molto concettuale, narrato attraverso miti e leggende, ma anche molto ironico e dissacrante.
Per l'occasione sono state create due divinità “Amore" e"Morte “(riprendendo l’antico mito greco di Eros e Thanatos);
in questi ritratti vengono ironicamente descritti come Dei irriverenti che si dilettano giocando con le vite degli esseri umani, facendoli innamorare, unirsi, dividersi, soffrire e morire. Queste divinità portano con sè un calice a testa, dai quali fanno bere i personaggi ritratti, sconvolgendone i sensi (calice rosa) o portandoli alla morte(calice nero); sono dotate inoltre di un filo rosso (Amore) ed un paio di forbici (Morte) pronte a tagliare il crino d'oro.
Cosa sono questi oggetti? Secondo i giapponesi esiste il “filo rosso del destino”che unisce alcune persone sin dalla nascita, ed è inscindibile, nessun evento potrà mai dividere due persone legate per il mignolo dai due capi di esso; in questi scatti , la dispettosa divinità "Amore" si diverte a giocare con le vite degli esseri umani, legandoli con questo filo. Le forbici con cui "Morte" recide sia il filo rosso, che il crino d'oro legato ai capelli dei personaggi (che ne determina la morte) sono riprese dal mito delle parche che tessevano su un arcolaio le sorti degli umani, per poi reciderne il filo una volta giunto il momento della dipartita. Gli stessi calici con cui le due divinità determinano le altrui sorti, vengono da loro utilizzati per farsi dei dispetti, per ubriacare l'altro ed avere la meglio su esso ed, infine, per brindare al loro inscindibile seppur conflittuale rapporto. I rapporti descritti nello svolgersi della narrazione sono, invece, tutt'altro che aulici...si tratta di relazioni tra elementi disturbati e stereotipi dell'odierna società. Abbiamo un prete che frequenta prostitute e utilizza droghe, ma che, infine, si trova legato amorosamente ad un uomo d'affari. Quest'ultimo, con la sua bellissima fidanzata, che finisce per abbandonarlo ed innamorarsi del suo collega e socio che è, in realtà, una donna dall'aspetto androgino. Troviamo la ragazza che, travolta dalle frequentazioni sbagliate, entra nel tunnel della droga per poi essere presa dalla morte. Ed anche la fanciulla che vende il proprio corpo al prete ed all'uomo d'affari e che a sua volta perde la vita. Perciò si tratta di un racconto molto concettuale, narrato attraverso miti e leggende, ma anche molto ironico e dissacrante.
Nana O. Momsen e Lord Grimoldieu
Hanno partecipato a questo progetto:
Alessandro Grimoldieu: coordinatore, organizzatore, esteta e modello
Manuela Della Monica: fotografa
Nana Osaki momsen: scrittrice dello storyboard, delle didascalie e modella
Federica Bauer
Alice Ferraris
Ozon Bambinitattoo
Sullivan Maylor-fay LaCouronne
Isabella Castelli
Giada Cozzi Artichoke
Masha Nikolaevna Achilli
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